Scritto il 14 giugno 2018 in Approfondimenti

Iniziare un sostegno psicologico è un percorso che migliaia di persone compiono ogni anno. E se per molti subito si tratta di una “rinascita” che fa scattare un meccanismo di impegno per il proprio benessere, per altri pazienti rappresenta un gradino faticoso da salire.

 

Le aspettative: la terapia che dovrebbe risolvere tutto e subito

Ci si aspetta sempre che la terapia risolva in modo lineare e rapido le problematiche in atto, ma non è tutto così automatico e spesso ci si ritrova a riflettere sul fatto se la psicoterapia sia uno strumento valido, perché non se ne vedono i risultati. Ma è possibile “valutare” i propri risultati? E da cosa si può dedurre che la psicoterapia non funziona?
Si tratta di un processo particolare di trattamento, unico per il rapporto che si stabilisce con il terapeuta e per i possibili risultati che ne scaturiscono. Saper scegliere lo psicologo giusto, un vero professionista non è certo come scegliere un medico epatologo rinomato per una cura al fegato: il terapeuta funziona anche in alleanza con voi stessi, e per il rapporto che ne scaturisce.

Come capire se la psicoterapia funziona, quindi? Alcuni indizi ci sono, e si parte dalle caratteristiche dello psicoterapeuta e dalla vostra interazione, per valutare la situazione.

 

L’ascolto e l’alleanza nella psicoterapia

Il terapeuta deve essere capace di ascoltare, osservare, essere presente emotivamente e razionalmente durante la psicoterapia. Deve collaborare con voi per definire i problemi e gli obiettivi da raggiungere, insieme.

Non indica la soluzione, vi aiuta a trovarla secondo i vostri bisogni e obiettivi, per questo non giudica né impone il proprio punto di vista. Offre, piuttosto, delle nuove capacità al paziente, o almeno le possibilità di svilupparle, lasciando poi a voi la decisione in merito ad alcune questioni.

Perché è sempre il paziente che sa cosa sia meglio per sé stesso, anche se necessita di un supporto psicologico per arrivare a definire cosa e le modalità per realizzarlo.
Come capire se la psicoterapia funziona, è un obiettivo anche per lo psicoterapeuta, che sostiene il paziente ma mette anche “alla prova” le sue capacità, sfidandolo a volte nel raggiungere degli obiettivi che desidera, o affrontare delle problematiche che ha evitato.

La situazione va analizzata e poi superata insieme, per una crescita personale e un cambiamento possibile rispetto al malessere.

 

Capire se funziona tramite il tempo: i risultati nella psicoterapia

Tra le valutazioni da fare, come capire se la psicoterapia funziona, c’è quella riferita al tempo necessario, che può essere minore o maggiore in base al problema da affrontare ma anche al tipo di terapia adottato. Una terapia breve, di certo non mira a tenervi anni sullo stesso problema ma punta a risolvere in tempi ragionevoli.

Se il lavoro è quello di una terapia più approfondita, i tempi si allungano di certo, ma è anche vero che per comprendere quanto sia efficace il vostro lavoro, lo psicoterapeuta può indicare delle tempistiche e farvi percepire dei cambiamenti. Potrebbe lavorare per obiettivi, e stimolarvi ad affrontare e risolvere alcune difficoltà nel giro di qualche mese, in una prospettiva fattibile rispetto a come procede la terapia. Ad esempio, se il vostro disagio è legato ad uno stato di ansia, si può affrontare anche con una prospettiva di gestione dei sintomi ansiosi che già dopo 2-3 mesi può portare a dei miglioramenti.

Come capire se la psicoterapia funziona, è un impegno quanto quello di farla andare al meglio? Se ci si domanda troppo spesso i primi risultati della psicoterapia, dopo quanto tempo si vedono, o la psicoterapia non funziona veramente oppure si è troppo concentrati sui risultati per lasciarsi andare ad un lavoro di approfondimento e risoluzione del disagio psicologico.

 

Quando la psicoterapia non porta dei miglioramenti

Se non si vedono progressi rispetto al malessere o agli obiettivi da raggiungere, è bene parlarne con il proprio terapeuta, capire le motivazioni e i possibili ostacoli che si incontrano. Le soluzioni possono scaturire dal dialogo, e tra queste c’è anche la possibilità che non si riesca ad andare avanti nella relazione psicoterapeuta-paziente, e sia necessario rivolgersi ad un altro professionista – per chi desidera abbandonare la psicoterapia, potrebbe essere utile trovare un altro canale di trattamento.

Si tratta di una scelta da ponderare con attenzione, per non interrompere un percorso già avviato e magari solo in un momento di stallo. Come capire se la psicoterapia funziona dipende anche dalle capacità di non scoraggiarsi di fronte a delle avversità, specialmente in fase iniziale.

A volte si tratta anche ad alcune particolarità dovute non solo alla situazione di non sentirsi a proprio agio con il terapeuta, ma anche alla metodologia applicata per la risoluzione dei problemi. Le tecniche di psicoterapia non sempre corrispondono con l’efficienza della terapia stessa, e per esempio adottando una terapia psicoanalitica non è detto che i risultati siano migliori rispetto ad una terapia breve o bioenergetica.

Un terapeuta si concentra sulle esigenze personali del paziente, e determina il miglior approccio terapeutico, in sintonia con le necessità del caso. Un terapeuta che impone la propria metodologia senza valutare del tutto la situazione, non rappresenta un professionista in grado di portare a dei risultati validi.

Nella psicoterapia non si tratta di una procedura medica come in altri settori della medicina, si tratta di un impegno relazionale costante nel tempo, gli aspetti interpersonali sono fondamentali perché la psicoterapia funzioni. Sapere come interagire è importante da entrambe le parti, ai fini della guarigione. Sono necessari per lo psicologo dei “feedback” periodici, ovvero un riscontro su come va la terapia dal punto di vista del paziente, che viene sempre messo al centro della relazione per comprendere se la terapia sta funzionando.

Si valuta insieme l’andamento del percorso terapeutico, e l’apporto del paziente è fondamentale per comprendere quali possano essere le difficoltà eventuali. A volte le potenzialità del paziente non riescono ad uscire allo scoperto, nonostante il sostegno psicologico, e anche questo “blocco” è un fattore su cui riflettere, come capire se la psicoterapia funziona nell’aumentare la consapevolezza di sé stessi.

 

Come capire se la psicoterapia funziona: quando arriva il cambiamento

Diventare sempre più consapevoli di ciò che si prova, esplorare emozioni e pensieri, può portare a risultati soddisfacenti ai fini del benessere mentale, ma anche negativi quando la psicoterapia non funziona, ovvero non sia efficace nella cura del disagio psicologico.

Ci si deve anche domandare se il cambiamento psicoterapeutico si percepisce come finalizzato al recupero del benessere, alla regolazione emotiva e alla trasformazione della propria modalità di vita, quando sia necessario. Si devono fare nuove esperienze, in grado di allontanare la memoria di comportamenti e pensieri negativi, sostituendola con nuove modalità (riconsolidamento della memoria). Prima si riattiva la memoria del passato, poi si intraprendono nuove esperienze, si mettono in pratica nuovi modi di comportarsi, percepire e sperimentare la nostra esistenza.

Come capire se la psicoterapia funziona, dipende anche dal fatto che mancano o sono presenti questi percorsi, non arriva il cambiamento attivo.
I fattori possono essere diversi, e dipendere sia dalla relazione, sia dallo psicoterapeuta sia dal paziente. È necessario che ci sia la capacità di prendere consapevolezza dei propri stati di disagio psicologico ed emotivo, e questa è la base perché una psicoterapia sia efficace.

Cambiare mediante la psicoterapia si può, ma esistono delle differenze individuali nella capacità di consapevolezza ed esplorazione emozionale, per questo la sensibilità emotiva è anche uno degli ingredienti di successo o di “ritardo” del lavoro psicoterapeutico.

 

Capire se la psicoterapia può funzionare

Una sensazione di disagio o di accoglienza, può essere già un primo indizio negli incontri iniziali. Scegliere uno psicoterapeuta non è semplice, ma ci si deve affidare sia alla parte razionale, che valuta il percorso da fare insieme, sia alla parte emotiva, che consente al paziente di sentirsi subito a proprio agio e attivare la motivazione a continuare la psicoterapia. Chi pensa di voler intraprendere una terapia psicologica, può comprenderne meglio ogni aspetto tramite un’iniziale valutazione, all’interno di una prima seduta psicologica.

I primi incontri con lo psicologo, di regola da 2 a 5 al massimo, infatti, consentono al paziente e allo psicoterapeuta di comprendere la circostanza psicologica da affrontare, trovando il percorso più adeguato per la risoluzione dei problemi in atto. La decisione di proseguire con le sedute, presa da parte di entrambi, porterà ad iniziare una psicoterapia, che sarà definita dallo psicologo negli obiettivi e nella metodica dei colloqui.

Il terapeuta prima di tutto esegue una diagnosi, una consulenza psicologica che definisca quale tipo di trattamento potrebbe essere consono alla situazione, e valuta la presa in carico del paziente tramite la terapia; oppure indirizza il paziente verso un altro specialista.

 

Un primo incontro conoscitivo e di orientamento, può essere effettuato presso lo studio di psicologia Libre a Roma.

Presieduto dalla dottoressa psicologa e psicoterapeuta Brunella Cimino, lo studio di psicologia si trova in via di Santa Costanza 13 nel quartiere Trieste tra via Salaria e via Nomentana, a 300 metri dalla metro B1 Sant’Agnese | Annibaliano.

Per prenotare un appuntamento presso lo studio di psicologia, è possibile contattare la dottoressa psicologa Cimino via e-mail: cimino.brunella@gmail.com oppure tramite il recapito telefonico 338 38 00 903